VITIGNI SARDI
I più importanti Vitigni Sardi
Sotto troverai un elenco dei principali Vitigni Sardi, là dove nascono i famosi vini di Sardegna apprezzati in tutto il Mondo; coltivati al alberello o a spalliera, disegnano un paesaggio unico e irripetibile, tra mare, monti e cielo.
Vitigni Sardi
La superficie attualmente coltivata a vigneto in Sardegna si aggira intorno ai 26.600 ettari.
I Principali Vitigni Sardi
Il Bovale
A Cagliari sono ben 10.066 ettari coltivati a Il Bovale, a bacca nera, si trova in tutte le aree viticole della Sardegna ma la sua zona d’elezione si trova sui terreni della Mandrolisai DOC, nel nuorese, e soprattutto, nella zona del Campidano di Terralba DOC in provincia di Oristano. Il vino che si ottiene dal vitigno Bovale è di colore Rosso rubino, intenso. Al palato è intenso, Caldo. Esistono due varianti di Bovale, il "Bovale Sardo" ed il "Bovale di Spagna" (conosciuto anche come Bovale Grande).
La diffusione del Bovale di Spagna in Sardegna è limitata a circa 27 ettari, presenti soprattutto nel Terralbese. Qui, infatti, i terreni sono sabbiosi, e molti ceppi sono su piede franco.
Semidano: è un vitigno a bacca bianca di origine incerta, forse giunto in Sardegna negli antichi approdi di Karalis e Nora. È diffuso quasi esclusivamente nella zona di Oristano. Il semidano è un vitigno dalla produzione piuttosto scarsa e incostante, caratteristiche che hanno fatto progressivamente abbandonare la coltivazione. Tuttavia, il vino ricavato è eccellente: di colore giallo paglierino, di grande finezza ed eleganza, esprime delicati profumi di erbe officinali e note floreali. Al palato si apre ad aromi fruttati, sostenuti da una piacevole freschezza e da una buona sapidità finale.
I vitigni autoctoni sardi sono numerosi i e negli ultimi decenni i principali produttori di vino isolani si sono impegnati a rivalorizzarli. Questi vitigni hanno trovato nell'Isola il loro habitat naturale e utilizzati in particolari uvaggi hanno dato origine a vini di qualità elevata. I principali:
I Vitigni Sardi dove nascono i vini pregiati
Vernaccia: è bene precisare che la Vernaccia non è un singolo vitigno, ma un vero e proprio gruppo di vitigni autoctoni italiani a bacca bianca, con alcune anche a bacca rossa, composto da alcune varietà non geneticamente imparentate, ma che hanno delle tradizioni storiche comuni che hanno portato all'utilizzo di questo nome. In Sardegna si trova l’antico vitigno Vernaccia di Oristano caratterizzato da bacca bianca. La zona di produzione odierna si estende alla bassa valle del Tirso suddivisa in quattro sottozone: San Vero Milis, Solarussa, Simaxis e Oristano.
Di colore giallo dorato con riflessi ambrati e bella luminosità, il vino che si ottiene da questo vitigno , si caratterizza per un gusto quasi mandorlato, ma al contempo caldo e secco.
La Vernaccia
Uva Vermentino: il Vermentino è l’uva a bacca bianca più coltivata, soprattutto nella punta nord orientale dell’isola in corrispondenza, appunto, della DOCG Vermentino di Gallura.
Il vino che si ottiene da questo vitigno è di colore giallo paglierino con riflessi verdolini. Al palato è secco e fruttato.
Vermentino
Nuragus: è il vitigno a bacca bianca più coltivato in Sardegna. È presente soprattutto nelle province di Cagliari e Oristano dove si estende su una superficie di circa 3.300 ettari. Il vino che si ottiene dal vitigno Nuragus è di colore Giallo paglierino con riflessi verdolini. Al palato è fresco, floreale, e leggermente agrumato.
Nuragus
Malvasia
Torbato
Torbato: questo vitigno è molto diffuso limitatamente alla zona di Alghero. La sua origine è indubbiamente spagnola (è stato importato durante la dominazione catalana). Dà vita ad un vino elegante, dal colore giallo paglierino poco intenso, leggermente profumato, con fresche note fruttate di mela, pera e prugna bianca. Al gusto risulta secco, fresco e vellutato, persistente, con un gradevole finale amarognolo.
Malvasia: a bacca bianca, con molta probabilità arrivato nell'isola in epoca bizantina. Ha la sua maggiore diffusione nel Campidano di Cagliari e nelle colline della Planargia che si affacciano sulla foce del fiume Temo (Famosa la Malvasia di Bosa). Il vino ottenuto si presenta di colore giallo dorato (molto carico, quando è invecchiato). Al palato è asciutto, caldo e con finale amarognolo.
Arvesiniadu
Arvesiniadu: rarissimo vitigno autoctono a bacca bianca; la sua diffusione in Sardegna è limitata a circa 20 ettari presenti soprattutto nella regione storca del Goceano, nei comuni di Benetutti e Bono. Rischiava di scomparire, ma agli inizi degli anni Novanta un gruppo di pionieri decise di incentivarne la coltivazione. Di colore giallo dorato, spesso con screziature più scure. Il sapore è leggermente aromatico.
Cagnulari
Carignano
Cagnulari: a bacca nera, viene tradizionalmente coltivato con l’antico metodo dell’alberello sulle colline dal suolo di composizione calcareo-argillosa a sud di Sassari. È poco rappresentato nelle altre province sarde e presenta una certa somiglianza col vitigno Bovale. In passato veniva spesso utilizzato per tagliare altri vini rossi meno intensi e corposi o venduto sfuso per un consumo prettamente locale. Il vino ottenuto ha un colore rosso rubino brillante, profumi intensi di frutti di bosco, con note speziate e accenti balsamici.
Cannonau
Girò
Girò: è un vitigno a bacca nera largamente diffuso nella Sardegna meridionale. Predilige forme di allevamento poco espanse; ha rese ottime ma non regolari. Il vino prodotto con questo vitigno è di colore rosso rubino e risulta, al palato, generalmente morbido, a volte vellutato, spesso asciutto, con un grado alcolico medio e una bella struttura sorretta da tannini accennati.
Cannonau è il vitigno a bacca nera simbolo dell'enocultura sarda. Viene coltivato principalmente nella Provincia di Nuoro (70% della superficie coltivata). Presenta affinità morfologiche con diversi vitigni autoctoni di altre regioni, tra cui il Tocai Rosso di Barbarano, la Vernaccia nera di Serrapetrona e la Grenache francese, la Garnacha o l’Alicante spagnolo. Di colore rosso rubino con riflessi granati, intenso, al palato è caldo, intenso e fruttato.
Carignano: è un vitigno autoctono a bacca nera. Di probabili origini spagnole, il Carignano è giunto in Sardegna durante il dominio degli Aragonesi nel 1300. Il vino ottenuto è di colore rosso rubino, intenso. Al palato è fruttato, caldo e persistente.
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Un po di numeri sui Vini Sardi: attualmente, in Sardegna sono state istituite 19 zone DOC (Denominazione d’Origine Controllata) e una DOCG (Denominazione d’Origine Controllata e Garantita), riconosciuta al Vermentino di Gallura.
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Altri Vitigni Sardi
Torbato: questo vitigno è molto diffuso limitatamente alla zona di Alghero. La sua origine è indubbiamente spagnola (è stato importato durante la dominazione catalana). Dà vita ad un vino elegante, dal colore giallo paglierino poco intenso, leggermente profumato, con fresche note fruttate di mela, pera e prugna bianca. Al gusto risulta secco, fresco e vellutato, persistente, con un gradevole finale amarognolo.
Monica è un vitigno a bacca nera considerato tra i più antichi introdotti in Sardegna. È stato portato dai conquistadores spagnoli assieme alla Grenache (conosciuta in Sardegna come Cannonau) ed è diffuso su tutto il territorio regionale. Il vino che si ottiene da questo vitigno è di colore Rosso rubino, trasparente. Al palato è morbido, etereo.
Moscato: Il Moscato bianco è fra i vitigni più anticamente coltivati in Sardegna. È un vitigno conosciuto fin dai tempi dell'antica Roma, citato dal Columella con il nome di uva “Apiana” in quanto uva prediletta dalle api per la dolcezza dei suoi acini. Il vino di questo vitigno presenta di colore giallo dorato brillante; al naso si esprime con note aromatiche e sensazioni floreali.
Nieddera: vitigno a bacca nera, molto scura, che produce vini dalla colorazione intensa. Tipico dell’oristanese e della Valle del Tirso. Il vino ottenuto è di colore rosso rubino e al palato si presenta corposo.
Caricagiola; vitigno a bacca nera diffuso soprattutto in Gallura. Dal vitigno Caricagiola si ottiene un vino dal colore rosso violaceo ricco di tannini, non particolarmente fine, ma armonico e moderatamente fresco.
Retagliado: vitigno a bacca bianca molto antico, forse autoctono. Attualmente è presente solo in provincia di Sassari ed in Gallura. Il suo utilizzo enologico trova applicazione in diversi uvaggi, soprattutto con il Vermentino, producendo vini di ottima qualità.
Albaranzeuli, vitigno a bacca nera di lontana provenienza spagnola. Attualmente è in via di estinzione.
Lo si può trovare solo in Barbagia, sui Colli del Limbara, in Ogliastra ed in provincia di Nuoro. Il suo basso tenore zuccherino e la scarsa acidità lo rendono particolarmente adatto ad essere miscelato con altre uve.
Caddiu: è un vitigno autoctono a bacca nera della Sardegna, ormai quasi estinto.
Lo si può trovare, quasi esclusivamente, nella bassa valle del Tirso. Il vino che si ottiene dal vitigno Caddiu è di colore rosso rubino con riflessi granati. Al palato è intenso, caldo, fruttato e speziato.
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Andrea Serra
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